PICO ISLAND AZZORRE

Pico, con un’estensione di 447 km², è la seconda isola più grande dell’arcipelago delle Azzorre e conta circa 14.000 abitanti.
L’isola si sviluppa per 42 km di lunghezza e 15 km di larghezza.
Nella parte orientale si estende un altopiano di origine vulcanica, caratterizzato da crateri e caldere minori,
dove sono presenti ampie mandrie di bovini al pascolo.
Il paesaggio dell’isola è fortemente segnato dalla sua natura vulcanica, ancora ben visibile nei terreni,
nelle colate laviche e nei muretti in pietra che modellano il territorio.
L’isola si sviluppa per 42 km di lunghezza e 15 km di larghezza.
Nella parte orientale si estende un altopiano di origine vulcanica, caratterizzato da crateri e caldere minori,
dove sono presenti ampie mandrie di bovini al pascolo.
Il paesaggio dell’isola è fortemente segnato dalla sua natura vulcanica, ancora ben visibile nei terreni,
nelle colate laviche e nei muretti in pietra che modellano il territorio.
PICO, L'ISOLA DEL VULCANO E DELL' OCEANO

Pico è la seconda isola più grande delle Azzorre, domanata da un vulcano imponente che definisce il paesaggio e l’anima dell’isola.
A Pico tutto ruota intorno alla natura e all’oceano.
Possiamo progettare il tuo viaggio su misura, combinando esperienze autentiche e ritmi lenti:
. osservare balene e delfini in libertà
. nuotare con i delfini selvatici nell’Atlantico
. salire sulla montagna più alta del Portogallo
. esplorare la più grande grotta di lava del Paese
. rilassarti nelle piscine naturali sull’oceano
. camminare tra vigneti vulcanici e paesaggi unici
. scoprire la storia baleniera dell’isola
. visitare le isole vicine e angoli ancora poco conosciuti
Pico è il luogo ideale per chi cerca natura, silenzio e incontri autentici, lontano dal turismo di massa.
A Pico tutto ruota intorno alla natura e all’oceano.
Possiamo progettare il tuo viaggio su misura, combinando esperienze autentiche e ritmi lenti:
. osservare balene e delfini in libertà
. nuotare con i delfini selvatici nell’Atlantico
. salire sulla montagna più alta del Portogallo
. esplorare la più grande grotta di lava del Paese
. rilassarti nelle piscine naturali sull’oceano
. camminare tra vigneti vulcanici e paesaggi unici
. scoprire la storia baleniera dell’isola
. visitare le isole vicine e angoli ancora poco conosciuti
Pico è il luogo ideale per chi cerca natura, silenzio e incontri autentici, lontano dal turismo di massa.
PICO, PERCHE' LA CHIAMANO L'ISOLA GRIGIA

L’isola di Pico è conosciuta come “l’isola grigia” per il suo paesaggio vulcanico, fatto di basalto scuro e vigneti unici modellati dalla lava.
Isola di montagna e di oceano, Pico offre attività durante tutto l’anno grazie alle temperature miti: sentieri panoramici,
piscine naturali scavate nella roccia lavica e un ambiente ancora autentico.
Qui puoi osservare balene e delfini nel loro habitat naturale, camminare tra i vigneti protetti dall’UNESCO e salire sulla montagna più alta del Portogallo,
in un territorio dove la natura detta ancora il ritmo.
IL TRIANGOLO DELLE AZZORRE: PICO, FAJAL, SAO JORGE

Tutto l’arcipelago delle Azzorre merita di essere visitato, ma le isole di Pico, Faial e São Jorge, grazie alla loro vicinanza,
formano il cosiddetto “Triangolo” del Gruppo Centrale: una delle zone più affascinanti e varie dell’arcipelago.
Ogni isola ha una personalità distinta, ma insieme si completano:
. Faial, con il suo porto e l’atmosfera cosmopolita;
. Pico, dominata dal vulcano e dal mare;
. São Jorge, lunga e selvaggia, sospesa tra oceano e cielo.
. Pico, dominata dal vulcano e dal mare;
. São Jorge, lunga e selvaggia, sospesa tra oceano e cielo.
La breve distanza tra le isole e i frequenti collegamenti marittimi rendono il Triangolo una meta ideale per chi desidera esplorare più isole in un unico viaggio.
I collegamenti sono garantiti tutto l’anno dalla compagnia Atlanticoline, con frequenze variabili a seconda della stagione.
La traversata tra Horta (Faial) e Madalena (Pico) dura circa 30 minuti, con più corse giornaliere.
La traversata tra Horta (Faial) e Madalena (Pico) dura circa 30 minuti, con più corse giornaliere.
È inoltre possibile raggiungere São Jorge via mare, con collegamenti che includono scali intermedi.
Viaggiare in traghetto è un modo pratico ed economico per spostarsi tra le isole e offre spesso panorami spettacolari sull’oceano,
con la possibilità di avvistare delfini durante la navigazione.
Viaggiare in traghetto è un modo pratico ed economico per spostarsi tra le isole e offre spesso panorami spettacolari sull’oceano,
con la possibilità di avvistare delfini durante la navigazione.
PICO: MARE, VULCANO E CETACEI

Un viaggio sull’isola di Pico è un viaggio tra oceano e terra vulcanica, un modo per conoscere non solo i misteri del mare, ma anche il territorio che da esso nasce.
Pico fa parte delle Azzorre, nove isole di origine vulcanica, scure e selvagge, immerse nell’Atlantico. Il paesaggio è dominato dal vulcano Pico, che caratterizza l’isola e ne definisce l’identità. L’entroterra è montuoso, attraversato da pascoli verdi e protetto da numerose riserve naturali.
Lungo le coste, i vigneti crescono sulla lava, riparati da muretti in pietra lavica che proteggono le vigne dal vento e dalla salsedine, creando un paesaggio unico.
Ma ciò che più rappresenta Pico e le Azzorre è il rapporto profondo con i cetacei.
L’avvistamento di balene e delfini, oggi conosciuto come whale watching, è una tradizione radicata nella storia dell’isola.
L’avvistamento di balene e delfini, oggi conosciuto come whale watching, è una tradizione radicata nella storia dell’isola.
A partire dall’Ottocento, alcuni marinai emigrati dagli Stati Uniti introdussero la caccia ai cetacei, in particolare ai capodogli, che per decenni rappresentò un mezzo di sostentamento per molte famiglie. Le torri di vedetta, ancora oggi visibili, servivano per individuare le balene in mare aperto e segnalare la loro presenza alle baleniere.
Oggi quella fase appartiene al passato.
Le stesse torri sono diventate il simbolo di un cambiamento profondo: dalla caccia all’osservazione, dallo sfruttamento al rispetto.
Le stesse torri sono diventate il simbolo di un cambiamento profondo: dalla caccia all’osservazione, dallo sfruttamento al rispetto.
Pico è oggi uno dei luoghi migliori al mondo per incontrare balene e delfini nel loro ambiente naturale.
GEOGRAFIA SULLE ISOLE AZZORRE

Situate nel mezzo dell'Atlantico, a un paio di ore di volo da Lisbona,
quasi a metà strada tra Europa (da cui di-stano 1480 km) e America (1900 km da Terranova), le Azzorre sono suddivise in tre gruppi:
orientale (Sao Miguel e Santa Maria), centrale (Terceira, Graciosa, Sao Jorge, Pico, FaiaI) e occidentale (Flores, Corvo).
La superficie totale delle nove isole è di 2335 km2:
La superficie totale delle nove isole è di 2335 km2:
la più estesa è Sao Miguel, con 747 km2; seguono Pico (433), Terceira (397), Sao Jorge (238), Faial (172), Flores (142), Santa Maria (97),
Graciosa (62) e infine Corvo, solo 17 km2.
LE 9 ISOLE

Le Azzorre sono un arcipelago di origine vulcanica composto da nove isole, situate nell’Oceano Atlantico al largo delle coste del Portogallo.
Paesaggi intatti, vegetazione lussureggiante e un oceano ancora selvaggio rendono questo arcipelago una meta ideale per chi cerca natura e tranquillità,
lontano dal turismo di massa.
Il clima è mite durante tutto l’anno, grazie all’influsso dell’Oceano Atlantico, che garantisce inverni temperati ed estati fresche, mai eccessivamente calde.
Le temperature oscillano indicativamente tra gli 11°C in inverno e i 26°C in estate.
Le temperature oscillano indicativamente tra gli 11°C in inverno e i 26°C in estate.
LA VIGIA (TORRETTA DI AVVISTAMENTO)

Perché gli avvistamenti hanno così tanto successo?
Quando saliamo sul gommone, sappiamo quasi con certezza che incontreremo una creatura marina. Questo alto tasso di successo non è casuale.
Gli avvistamenti sono costantemente monitorati da avvistatori esperti, posizionati in storiche torrette di osservazione distribuite lungo le coste delle Azzorre.
Da qui, grazie all’uso di binocoli, vengono individuate balene e delfini in mare aperto e segnalata la loro posizione alle imbarcazioni.
Queste torrette venivano un tempo utilizzate per la caccia alle balene. Oggi rappresentano invece il simbolo di un cambiamento profondo: dalla caccia all’osservazione, dal prelievo al rispetto.
È grazie a questo sistema di monitoraggio, unito all’esperienza delle guide, che il whale watching alle Azzorre raggiunge percentuali di avvistamento così elevate.
NUOTARE CON I DELFINI LIBERI

Sull’isola di Pico è possibile vivere l’esperienza del nuoto con i delfini in totale libertà.
L’uscita in mare avviene a bordo di un gommone semirigido, sempre in contatto radio con gli avvistatori presenti nelle torrette di osservazione distribuite lungo la costa.
L’uscita in mare avviene a bordo di un gommone semirigido, sempre in contatto radio con gli avvistatori presenti nelle torrette di osservazione distribuite lungo la costa.
Questo permette di seguire in tempo reale gli spostamenti degli animali e le condizioni del mare.
Una volta raggiunta l’area in cui sono stati avvistati i delfini, il motore viene spento e si attende.
Sarà la guida a dare il via all’ingresso in acqua, sempre con calma: senza tuffi, senza rumori inutili, nel pieno rispetto degli animali.
I delfini sono estremamente curiosi. Per questo non vengono mai inseguiti: sono loro, se lo desiderano, ad avvicinarsi spontaneamente.
Ci si immerge con muta, pinne, maschera e boccaglio, lasciandosi cullare dalle onde, in attesa di un incontro che avviene alle loro condizioni.
Un’esperienza intensa, autentica e profondamente rispettosa.
OSSERVAZIONE BALENE E DELFINI

L’osservazione di balene e delfini è una delle esperienze più significative da vivere a Pico.
L’isola è considerata uno dei migliori luoghi in Europa per incontrare i giganti dell’oceano nel loro ambiente naturale.
L’isola è considerata uno dei migliori luoghi in Europa per incontrare i giganti dell’oceano nel loro ambiente naturale.
Questo è possibile grazie alle particolari condizioni geologiche e oceanografiche dell’area,
che rendono le acque costiere di Pico particolarmente ricche e frequentate dai cetacei.
Nelle acque che circondano l’arcipelago delle Azzorre sono state identificate circa 28 specie di cetacei, tra balene e delfini.
Accanto alle grandi balene migratrici, visibili soprattutto in primavera, sono presenti anche specie stanziali osservabili tutto l’anno, tra cui:
. capodogli
. grampi
. delfini tursiopi
. delfini comuni
. grampi
. delfini tursiopi
. delfini comuni
IL GRAMPO

Il grampo può raggiungere una lunghezza di circa 4 metri e un peso compreso tra 500 e 600 kg.
È facilmente riconoscibile per la testa priva di rostro, con una fronte bombata attraversata da un caratteristico solco a forma di V, con l’apice rivolto verso il basso.
È facilmente riconoscibile per la testa priva di rostro, con una fronte bombata attraversata da un caratteristico solco a forma di V, con l’apice rivolto verso il basso.
La pinna dorsale, alta e falcata, si trova circa a metà del corpo, mentre le pinne pettorali sono lunghe e appuntite.
La mascella superiore sporge leggermente rispetto a quella inferiore.
Questa specie possiede pochissimi denti, poiché si nutre prevalentemente di calamari e altre prede viscide.
Nonostante sia in grado di raggiungere velocità elevate, fino a 25 km/h, il grampo si muove generalmente con andatura lenta e rilassata.
Nonostante sia in grado di raggiungere velocità elevate, fino a 25 km/h, il grampo si muove generalmente con andatura lenta e rilassata.
Proprio per questo, nuotare in loro compagnia è un’esperienza particolarmente intensa e armoniosa, fatta di movimenti calmi e incontri ravvicinati.
IL CAPODOGLIO

Il capodoglio è il più grande odontoceto esistente.
Il maschio può raggiungere 18 metri di lunghezza e un peso di circa 60 tonnellate, mentre la femmina è più piccola,
Il maschio può raggiungere 18 metri di lunghezza e un peso di circa 60 tonnellate, mentre la femmina è più piccola,
con una lunghezza fino a 14 metri e un peso di circa 18 tonnellate.
È immediatamente riconoscibile per la testa enorme, che rappresenta circa un terzo dell’intero corpo.
Nella parte inferiore si trova una mandibola relativamente sottile, dotata di denti conici che si incastrano nelle cavità della mascella superiore.
La pinna dorsale è ridotta a una semplice curva sul dorso. La pelle è generalmente grigia o nera, con pieghe evidenti in alcune zone del corpo.
Lo spesso strato di grasso, che può arrivare fino a 30 cm, rappresenta circa un terzo del peso totale dell’animale.
Il capodoglio si nutre principalmente di calamari e altri molluschi, e solo occasionalmente di pesci. Nonostante la presenza dei denti, le prede vengono inghiottite intere.
È un eccezionale apneista: può immergersi fino a 1.000 metri di profondità e restare sott’acqua anche 60 minuti.
Dopo ogni immersione profonda, necessita di 12–15 minuti in superficie per ripristinare le riserve di ossigeno.
Nel corso dei secoli, il capodoglio è stato oggetto di una caccia intensa e spietata: nell’Ottocento da parte dei balenieri americani per l’estrazione dello spermaceti, e nel Novecento dalle flotte industriali per la carne. Oggi rappresenta uno dei simboli della necessità di tutela dei grandi cetacei.
IL TURSIOPE

Il tursiope è un delfino presente in tutti i mari caldi e temperati, si trova anche nel Mediterraneo.
Lo caratterizzano la testa corta e larga, che culmina in un breve e robusto rostro, le pinne pettorali falcate,
Lo caratterizzano la testa corta e larga, che culmina in un breve e robusto rostro, le pinne pettorali falcate,
un’alta pinna dorsale e una larga pinna caudale.
Si distingue dal delfino comune per le dimensioni maggiori e il rostro più corto.
La pelle è grigio scuro, è in grado di compiere salti acrobatici fuori dall’acqua.
Si distingue dal delfino comune per le dimensioni maggiori e il rostro più corto.
La pelle è grigio scuro, è in grado di compiere salti acrobatici fuori dall’acqua.
Si nutre di pesci e cefalopodi; la caccia in mare aperto ha carattere collettivo e prevede come tattica principale l’accerchiamento di un branco di prede.
Lungo le coste, dove il tursiope usa spingere i pesci a riva per catturarli in acque basse, può accadere che singoli individui caccino da soli.
Per stordire le prede si ipotizza che usi vocalizzazioni fortissime, fino a 230 decibel.
Per stordire le prede si ipotizza che usi vocalizzazioni fortissime, fino a 230 decibel.
Fra i delfini, i tursiopi sono quelli che meglio si adattano alla vita in cattività:
sono quindi i tipici delfini da acquario, dove si dimostrano vivaci, confidenti e molto intelligenti.
DELFINO COMUNE

Il delfino comune è una specie fortemente sociale. Vive generalmente in gruppi di una ventina di individui,
ma non è raro osservare banchi di centinaia o persino migliaia di esemplari, talvolta associati ad altre specie come la stenella striata o il tursiope.
All’interno del gruppo, i delfini sincronizzano le loro attività: emergono insieme per respirare, si nutrono in modo coordinato e alternano i periodi di riposo.
In alcune aree e stagioni, soprattutto alle latitudini più alte, possono formarsi gruppi distinti per sesso, con grandi aggregazioni di femmine durante i mesi più freddi.
Sono animali estremamente intelligenti e giocosi. Amano saltare, spruzzare acqua e sfruttare le onde generate dalle imbarcazioni o
da grandi cetacei per muoversi con il minimo sforzo. Nonostante il comportamento ludico, sono anche nuotatori eccezionali,
capaci di superare i 40 km/h, rendendoli tra i cetacei più veloci.
La comunicazione avviene attraverso una vasta gamma di suoni differenziati. Le variazioni di tonalità e frequenza trasmettono messaggi diversi e sembrano esistere vere e proprie “inflessioni regionali”, con suoni comuni e altri tipici di specifici gruppi o popolazioni.
Il delfino comune si nutre principalmente di piccoli pesci, molluschi (soprattutto cefalopodi) e crostacei, che vengono ingeriti interi.
La caccia è un’attività cooperativa: il gruppo collabora per radunare i banchi di pesce, permettendo ai singoli individui di alimentarsi a turno.
Ogni delfino consuma mediamente 5–6 kg di cibo al giorno.
Rispetto al più noto tursiope, il delfino comune è meno conosciuto dal grande pubblico, anche perché non si adatta facilmente alla cattività,
dimostrandosi timido e poco incline all’addestramento.
BALENOTTERA AZZURRA

Presente in tutti i mari oceanici, dalle acque tropicali fino alle regioni polari, la balenottera azzurra è il più grande animale mai esistito sulla Terra.
Le femmine sono più grandi dei maschi e detengono i record di dimensione:
alcuni esemplari femminili hanno raggiunto oltre 33 metri di lunghezza e un peso stimato fino a 190 tonnellate.
La balenottera azzurra presenta pinne pettorali lunghe e appuntite e una pinna dorsale molto piccola, alta circa 35 cm.
Si nutre quasi esclusivamente di krill, di cui può consumare 3–4 tonnellate al giorno.
È una specie generalmente solitaria o osservata in coppie o piccoli gruppi di due o tre individui.
La comunicazione avviene attraverso suoni a bassissima frequenza, capaci di propagarsi per centinaia di chilometri nell’oceano,
permettendo agli individui di mantenere il contatto anche a grande distanza.
BALENOTTERA COMUNE

E’ il secondo animale del pianeta per dimensioni, dopo la balenottera azzurra.
Si sa che può raggiungere e superare i 26 m, anche se la lunghezza media è molto inferiore.
Si sa che può raggiungere e superare i 26 m, anche se la lunghezza media è molto inferiore.
Gli animali dell'emisfero boreale sono normalmente di 1-1,5 m più corti di quelli dell'emisfero australe.
Un elemento essenziale per riconoscere la balenottera comune a distanza ravvicinata è la pigmentazione asimmetrica della testa:
Un elemento essenziale per riconoscere la balenottera comune a distanza ravvicinata è la pigmentazione asimmetrica della testa:
sul lato destro, il labbro inferiore, la cavità orale e alcuni dei fanoni sono bianchi, mentre il lato sinistro è grigio uniforme.
Quando nuota proprio sotto la superficie è spesso chiaramente visibile il labbro bianco,
Quando nuota proprio sotto la superficie è spesso chiaramente visibile il labbro bianco,
che può tuttavia essere confuso con la pinna pettorale bianca di una megattera.
Un tempo una delle balenottere più comuni, presenta oggi popolazioni seriamente compromesse dalla caccia baleniera.
Un tempo una delle balenottere più comuni, presenta oggi popolazioni seriamente compromesse dalla caccia baleniera.
STENELLA MACULATA ATLANTICA

A dispetto del nome, solo gli esemplari adulti sono maculati.
Arrivano alle Azzorre, con i piccoli, verso la fine di giugno e rimangono fino all'autunno.
E’ un cetaceo odontoceto appartenente alla famiglia dei Delfinidi.
E’ un cetaceo odontoceto appartenente alla famiglia dei Delfinidi.
Gli individui più anziani della specie hanno una caratteristica colorazione maculata su tutto il corpo.
Le macchie mancano negli individui più giovani.
La colorazione della stenella maculata varia enormemente durante la crescita.
Le macchie mancano negli individui più giovani.
La colorazione della stenella maculata varia enormemente durante la crescita.
Alla nascita presentano il corpo di un grigio uniforme.
Dopo lo svezzamento cominciano a comparire le macchie, che sono scure sul ventre e bianche sui fianchi,
Dopo lo svezzamento cominciano a comparire le macchie, che sono scure sul ventre e bianche sui fianchi,
mentre la pinna dorsale e quella caudale sono di un grigio più scuro rispetto al resto del corpo.
Misurano alla nascita 90–110 cm, i maschi adulti sono lunghi 2,26 m e pesano fino a 140 kg mentre le femmine sono lunghe fino a 2,29 m e pesano fino a 130 kg.
È un veloce nuotatore ed è capace di compiere spettacolari acrobazie fuori dall’acqua
Misurano alla nascita 90–110 cm, i maschi adulti sono lunghi 2,26 m e pesano fino a 140 kg mentre le femmine sono lunghe fino a 2,29 m e pesano fino a 130 kg.
È un veloce nuotatore ed è capace di compiere spettacolari acrobazie fuori dall’acqua
IL GLOBICEFALO

È presente nell’Oceano Atlantico settentrionale e lungo l’intera fascia temperata dei mari australi.
Nel Mediterraneo è più comune nei bacini occidentali, mentre diventa raro verso est. Frequenta prevalentemente acque pelagiche profonde, di tipo temperato-freddo.
Pur essendo dotato di notevole velocità e agilità, nuota generalmente in modo lento e rilassato quando si trova in superficie.
È un cetaceo gregario, che forma gruppi di alcune decine di individui, i quali possono unirsi dando origine a aggregazioni di centinaia di esemplari.
Mostra spesso curiosità verso le imbarcazioni e le persone in acqua.
Compie immersioni prolungate alla ricerca delle prede e si nutre principalmente di cefalopodi, integrando occasionalmente la dieta con pesci pelagici.
La stagione riproduttiva coincide con la primavera e l’inizio dell’estate. Dopo una gestazione di 14–15 mesi, nasce un solo piccolo;
l’intervallo medio tra due parti è di 3–5 anni.
L’allattamento può durare oltre due anni.
Alla nascita il piccolo misura circa 1,7 metri e pesa 80–100 kg.
Le femmine raggiungono la maturità sessuale tra i 6 e i 10 anni, quando misurano 3–4 metri,
mentre i maschi la raggiungono intorno ai 5 metri di lunghezza, a circa 15 anni di età.
STENELLA

E’ un genere di mammiferi della famiglia dei delfini.
Simile nell'aspetto a un delfino, la stenella è un piccolo cetaceo dal corpo snello e slanciato, che arriva nell'adulto a misurare 2,5 m.
Simile nell'aspetto a un delfino, la stenella è un piccolo cetaceo dal corpo snello e slanciato, che arriva nell'adulto a misurare 2,5 m.
La principale caratteristica distintiva è la presenza ai lati del corpo di evidenti linee di demarcazione,
che separano nettamente il dorso di colore scuro e i fianchi grigio chiaro dal ventre bianco o rosato.
Gli occhi sono contornati da una macchia nera di dimensione variabile a seconda dell'individuo, dietro la quale si staglia una sottile linea scura.
La pinna dorsale può essere in alcuni individui eccezionalmente alta rispetto alle dimensioni del corpo dell'animale.
Ghiotta di pesci, molluschi e crostacei, la stenella può immergersi fino a 200 m di profondità alla ricerca del cibo preferito,restando in apnea per circa dieci minuti.
Vivono nei mari temperati e tropicali di tutto il mondo.
Ghiotta di pesci, molluschi e crostacei, la stenella può immergersi fino a 200 m di profondità alla ricerca del cibo preferito,restando in apnea per circa dieci minuti.
Vivono nei mari temperati e tropicali di tutto il mondo.
I membri di alcune specie iniziano la loro vita privi di macchie e si fanno sempre più coperti di macchie scure con il passare degli anni.
Gli appartenenti a questo genere sono fra le specie di delfini più note,
Gli appartenenti a questo genere sono fra le specie di delfini più note,
per via della loro abitudine di avvicinarsi e seguire le navi che incontrano durante il loro percorso in mare.
Le stenelle nuotano abitualmente in prossimità della superficie del mare e vengono così facilmente avvistate durante le navigazioni.
Le stenelle nuotano abitualmente in prossimità della superficie del mare e vengono così facilmente avvistate durante le navigazioni.
Possiedono straordinarie abilità acrobatiche e compiono salti anche 7 m fuori dall'acqua, capriole all'indietro e incredibili rotazioni su loro stesse.
LE GROTTE

La Grotta das Torres, situata sull’isola di Pico, è il più grande tunnel di lava mai scoperto nelle Azzorre, con una lunghezza totale di 5.150 metri.
La grotta si è formata in seguito a colate laviche originate nella zona di Cabeço Bravo ed è composta da un tunnel principale di grandi dimensioni,
che in alcuni punti raggiunge altezze superiori ai 15 metri. Dal condotto principale si diramano gallerie secondarie più strette, dove in alcuni tratti è necessario procedere chinandosi.
L’interno è ricco di strutture laviche come stalattiti e stalagmiti formate dal raffreddamento della lava.
Il suolo, costituito da residui lavici di varia natura, si conserva in uno stato pressoché intatto, mentre le pareti sono rivestite da ossidi di silicio,
che ne arricchiscono le forme e le tonalità.
La Grotta das Torres rappresenta una delle testimonianze più spettacolari dell’origine vulcanica dell’isola di Pico.
IL VULCANO PICO

L’isola di Pico offre la possibilità di effettuare l’escursione al vulcano Pico, una delle esperienze più iconiche delle Azzorre.
La cima del monte Pico, con i suoi 2.351 metri, rappresenta il punto più alto della Regione Autonoma delle Azzorre e di tutto il Portogallo.
Se misurato a partire dalla contigua zona abissale, l’edificio vulcanico raggiunge un’altezza complessiva di quasi 5.000 metri, di cui circa la metà è sommersa nell’Oceano Atlantico.
L’ultima eruzione risale al XVIII secolo, nella parte sud-orientale del vulcano.
La vetta può essere raggiunta in circa quattro ore di ascensione; l’escursione è impegnativa, a causa della forte pendenza presente lungo tutto il percorso, e richiede una buona preparazione fisica.
Alla base del vulcano si estende il Paesaggio della cultura vinicola dell’isola di Pico, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, straordinaria testimonianza dell’adattamento umano a un territorio vulcanico.
BERTA MAGGIORE

È un uccello marino pelagico che trascorre la maggior parte della sua vita in mare aperto, tornando sulla terraferma,
generalmente su piccole isole, solo durante il periodo riproduttivo.
In acqua è un’abile nuotatrice, mentre a terra presenta un’andatura goffa e impacciata. Raggiunge una lunghezza di circa 50 cm e un peso di circa 600 g.
Possiede ali strette e allungate, con un’apertura alare che può avvicinarsi al metro, una coda corta e arrotondata.
La testa è ricoperta da piumaggio grigio chiaro, il dorso è bruno, mentre collo e ventre sono bianchi. Il becco è giallo e le zampe rosate.
La testa è ricoperta da piumaggio grigio chiaro, il dorso è bruno, mentre collo e ventre sono bianchi. Il becco è giallo e le zampe rosate.
La Berta maggiore è distribuita in un areale molto ampio, che comprende America Meridionale, Africa, Europa meridionale e Medio Oriente.
In Italia nidifica prevalentemente lungo le coste.
Si dedica alla ricerca del cibo in gruppi numerosi. Si tuffa in acqua da altezze di circa dieci metri, catturando le prede sia in superficie sia in immersione.
La dieta è composta principalmente da pesci, cefalopodi e crostacei.
La dieta è composta principalmente da pesci, cefalopodi e crostacei.
La stagione riproduttiva si estende da maggio a ottobre. Nidifica in colonie, utilizzando fessure tra le rocce. La femmina depone un solo uovo, che viene covato per circa due mesi.
Alla nascita, il pulcino presenta un piumaggio blu-grigiastro.
LA CARAVELLA PORTOGHESE

La caravella portoghese è composta da quattro tipi di polipi, ciascuno con una funzione specifica.
Il primo, chiamato pneumatoforo, o più comunemente “vela”, è una sacca galleggiante piena di gas che consente alla colonia di restare a galla. La vela misura tra i 9 e i 30 cm di lunghezza e può raggiungere fino a 15 cm di altezza.
I suoi tentacoli sono tra i più lunghi del mondo e possono arrivare fino a 20 metri, anche se la lunghezza media si aggira intorno ai 10 metri.
La caravella è prevalentemente trasparente, con sfumature blu, viola, rosa o malva.
È in grado di produrre autonomamente o prelevare dall’atmosfera i gas necessari alla galleggiabilità:
È in grado di produrre autonomamente o prelevare dall’atmosfera i gas necessari alla galleggiabilità:
la miscela è composta per circa il 14% da monossido di carbonio, mentre il resto è formato da azoto, ossigeno, argon e tracce di anidride carbonica.
Possiede inoltre proprietà aerodinamiche, che può modificare contraendo la cresta della vela.
Galleggia sospinta dal vento, mantenendo un’angolazione variabile che dipende dalla curvatura della parte emersa e dalla resistenza della parte sommersa.
Sotto la vela sono attaccati i tentacoli fortemente urticanti, costituiti da polipi specializzati detti dattilozoidi, incaricati di ricercare, catturare e immobilizzare le prede, per poi convogliarle verso i gastrozoidi, responsabili della digestione.
Della riproduzione si occupano invece i gonozoidi, polipi specializzati esclusivamente in questa funzione.
UNA VISITA SULL'ISOLA DI FAJAL

L’isola di Faial si trova nel gruppo centrale dell’arcipelago delle Azzorre ed è una delle tre conosciute come “isole del Triangolo”,
insieme a São Jorge e alla vicina Pico, dalla quale è separata dal Canale di Faial, uno stretto braccio di mare largo circa 8 km.
L’isola ha una superficie di circa 172 km², con una lunghezza di 21 km e una larghezza massima di 14 km.
Fu scoperta nel 1427 e colonizzata nel 1432 da numerose famiglie provenienti dalle Fiandre.
Fu scoperta nel 1427 e colonizzata nel 1432 da numerose famiglie provenienti dalle Fiandre.
Il nome Faial deriverebbe probabilmente dalla presenza dei faggi, ma ciò che rende l’isola davvero unica sono le imponenti siepi di ortensie,
in varie tonalità di azzurro, che circondano le case, delimitano i terreni e ornano le strade.
È proprio questa caratteristica che le è valsa il soprannome di “Isola Azzurra”.
È proprio questa caratteristica che le è valsa il soprannome di “Isola Azzurra”.
SNORKELING
Lo snorkeling è un modo semplice e accessibile per avvicinarsi al mondo sommerso,
ideale anche per chi non ha esperienza subacquea e preferisce restare in superficie.
Madalena, grazie alla sua posizione strategica sull’isola di Pico, è il punto di partenza ideale per esplorare ambienti marini di grande valore naturalistico.
La vicinanza al canale tra Pico e Faial e all’Area Marina Protetta degli Ilhéus da Madalena, con i suoi faraglioni spettacolari,
rende questa zona particolarmente ricca di fauna marina e paesaggi mozzafiato.
Le Azzorre, famose per l’elevata biodiversità marina, offrono condizioni ideali per vivere un’esperienza di snorkeling davvero straordinaria.